L'elettrostimolazione può essere utilizzata sia per
migliorare le qualità muscolari (ossia per allenare il muscolo), tramite
l'utilizzo di elettrostimolatori, sia per attuare una vera e propria opera di
prevenzione o riabilitazione (nei riguardi degli infortuni). In queste pagine
parleremo soltanto del primo aspetto; il secondo esula dagli scopi della nostra
trattazione, perché comporta considerazioni che variano notevolmente
da caso a caso e, comunque, presuppone il ricorso alla consulenza di un fisiatra.
La procedura di utilizzo
Per usare al meglio un elettrostimolatore bisogna seguire un procedimento
logico definito dai seguenti punti:
1 - Selezionare il programma di elettrostimolazione (forza, forza resistente,
ecc...);
2 - Decidere quali sono i muscoli da stimolare (prioritari e secondari);
3 - Stabilire il numero di sedute settimanali;
4 - Stabilire il numero di settimane di lavoro;
5 - Decidere come integrare l'elettrostimolazione con gli altri tipi di allenamento.
Per chiarire adeguatamente i primi due punti dobbiamo ricorrere ad un esempio
pratico; abbiamo scelto uno sport impegnativo: il Beach volley.
1. Selezione del programma di stimolazione
Il Beach Volley, proprio per la sua spettacolarità, e la dispersione
di forza causata dall’elemento sabbia che lo contraddistingue, richiede
oltre alle doti di esplosività, anche una componente di resistenza alla
fatica. Pertanto i programmi da utilizzare, saranno in ordine di importanza.
• Forza Esplosiva
• Forza
• Forza resistente
Va da sé che questo aspetto varia al variare della disciplina sportiva
esaminata.
2. Muscoli da trattare
Per quanto riguarda il distretto muscolare dove applicare gli elettrodi
, i muscoli prioritari, ossia quelli che intervengono attivamente al gesto atletico,
sono:
• Quadricipiti
• Glutei
• Tricipiti Surali (polpacci)
Muscoli secondari, ossia che non partecipano direttamente ma in maniera marginale,
sono:
• Ischio crurali
• Tricipiti
• Lombari
• Deltoidi
Va da sé che per altre discipline i parametri suddetti cambiano.
3. Numero di sedute
Per quanto riguarda questo punto, la scelta si fa in relazione al periodo della
stagione in cui ci si trova (preparazione pre- agonistica, competizione, ripresa
dopo un infortunio, ecc.) o dal tempo di utilizzo degli elettrostimolatori da
parte dell'atleta (all'inizio dell'uso il numero delle sedute è più
basso che andando avanti).
Ad esempio, se ci troviamo in un periodo di gara, è consigliabile un
impiego ponderato per non incorrere ad una fase di superallenamento della muscolatura
in questione; idem se si adopera l'elettrostimolatore per la prima volta.
4. Numero di settimane
È compito di ogni preparatore atletico personalizzare questo dato per
abbinarlo nel migliore dei modi all'esercizio volontario. In altre parole, questo
aspetto dell'allenamento va regolato a misura per ogni atleta.
In genere si riduce il periodo quanto più intenso è l'utilizzo
degli elettrostimolatori .
5. Integrazione con altri allenamenti
Se si allena la forza e si decide di farlo con entrambi gli allenamenti (volontario
e involontario), è consigliabile partire con l'allenamento volontario.
In caso contrario, ossia facendo prima l'elettrostimolazione, l'allenamento
volontario si svolgerebbe su muscoli già stanchi.
In allenamenti di forza resistente, invece, è consigliabile procedere
al contrario; infatti l'elettrostimolazione, fatta per prima, procura un pre-affaticamento
muscolare senza affaticare il sistema cardio-vascolare, dando la possibilità
all'esercizio di aumentare sensibilmente il metabolismo glicolitico.
6. Intensità della stimolazione
In ultimo parliamo di un altro aspetto importante, fonte di dubbi per chi comincia:
l'intensità della stimolazione.
Di regola si consiglia di svolgere la seduta ad intensità massima, perché
le percentuali di fibre che lavorano crescono al crescere dell'intensità.
Un dato fornito da una famosa casa produttrice (come al solito, non facciamo
nomi), dimostra che se uno sportivo sano e ben allenato non supera come minimo
i 30mA di intensità, non riscontra significative modificazioni sul muscolo
trattato. Tuttavia questa è una considerazione del tutto generica; in
realtà bisogna valutare diversi aspetti particolari (ad esempio, una
presenza di lesioni interne dovute a strappi muscolari pregressi).
Il mio consiglio è quello di aumentare gradualmente l'intensità
nel corso di ogni seduta, seguendo le proprie sensazioni e a seconda del vasto
muscolare stimolato (elettrostimolatori).